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Con il No la banca italiana in fumo Disastro: i risparmiatori rovinati Si va verso il bail-in: ecco le tappe

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Mps, salta la ricapitalizzazione dopo la vittoria del No al referendum? L’ombra del salvataggio di Stato: pagano gli azionisti.

Il destino di Monte dei Paschi si incrocia a stretto giro con l’esito del referendum costituzionale e ora davanti al Cda della banca senese c’è un bivio che potrebbe piacere poco ai correntisti e risparmiatori. Prima del voto, l’assemblea straordinaria dei soci aveva dato mandato al Cda per la ricapitalizzazione fino a 5 miliardi di euro, un’operazione che in parte potrebbe vedere coinvolto il governo.

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La vittoria del No e le immediate dimissioni di Matteo Renzi, però, hanno sparigliato le carte in tavola, condizionando inevitabilmente l’orientamento dei vertici di Mps, riuniti a Milano con l’ad Marco Morelliper incontrare le banche consulenti Jp Morgan, Mediobanca e Lazard. L’ipotesi che Mps possa intercettare investimenti da parte dei privati si sta facendo sempre meno probabile ad ogni minuto che passa. Ben più concreta invece è la strada del “pubblico”.

Da tempo Mps era in contatto con il governo e i tecnici del ministero dell’Economia di Pier Carlo Padoan per valutare un salvataggio in extremis. Entro domani mattina, il Cda convocato a Siena dovrà decidere quindi se sfruttare l’aiuto statale che prevede la conversione forzosa dei bond subordinati, usando la garanzia del Tesoro per la ricapitalizzazione. Per i risparmiatori solo dolori, passati dalla prospettiva di perdere tutto quello che avevano investito, alla quasi certezza di aver perso un gran mucchio di denaro.

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